rabbia e tristezza

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le donne….

Che bello, che emozione, che brivido, che…noia. Poco da fare, siamo noi le prime ad essere scocciate da questa banalità annuale, e dobbiamo pure scriverne. Bene, cogliamo le occasioni, volgiamo a nostro favore le circostanze negative, cosa a cui siamo ben abituate. “Siamo così, dolcemente complicate…” Rompicoglioni, ha tradotto Lella Costa, una che di donne, e anche di donne fastidiose, un po’ ne sa. Dunque, sparliamo di noi stesse, per una volta: anche perché quando lo fanno gli uomini, ovviamente ci offendiamo. Ma cosa possiamo dire di noi che non sia stato detto? Quale lato, aspetto, punto di vista non è stato approfondito? Oppure, quale è il tratto di noi stesse che ci piace meno, che vorremmo cambiare o, almeno in parte, rubare agli uomini? Il senso di colpa, forse è questa la caratteristica che più ci accomuna, che ci limita e ci svaluta, che impedisce di godere momento per momento e che invece amplifica il dolore. Sapere se nasce prima il masochismo femminile o il senso di colpa è forse un po’ la storia dell’uovo e della gallina: ma necessita certamente di un migliore approfondimento; non per farci ulteriormente del male, ma per riuscire a sfuggire ad almeno qualcuno di quei tremendi doveri che ci sentiamo appiccicati addosso dalla nascita. Intanto, gli uomini, che sono il nostro principale argomento di conversazione, tutti questi impegni non li sentono. E neanche siamo al centro dei loro pensieri, almeno non dopo esserci state a letto due o tre volte. Dopo, o si affezionano, e quindi ci archiviano come persona a cui si vuol bene e quindi è lì, inutile fare tante storie, oppure si stufano, e ci archiviano e basta. E mentre noi passiamo giornate a guardare il telefono come fosse il vascello fantasma o l’ultima scialuppa del naufrago, loro si guardano in pace la tivù o stanno allegramente uscendo con gli amici, e se non rimorchiano non si lamentano più di tanto (se poi passa troppo tempo e non battono chiodo possono sempre fingere di aver avuto un periodo di riflessione, e ripresentarsi). Quando la storia è di lungo corso capita, a volte, di accorgersi di essersi messe in casa un mentecatto: ma non lo ammetteremo mai. E sotto lo sguardo scettico delle amiche ci affanniamo a spiegare che se è capace di stare ore grattandosi mollemente è perché lui si rilassa così, e se i libri lasciati “per caso” sul suo comodino sono frequentati solo dalle tarme è perché non avete azzeccato il suo genere preferito. Poi magari sarà uno di poche parole (in effetti emette un paio di banalità a serata, sempre che si riesca ad interagire), ma certamente ha un suo mondo interiore capace di sedurci; purtroppo è così interiore che sembra perso tra lo stomaco e gli stinchi. Ci vantiamo della sua fedeltà fingendo di ignorare che solo una (masochista) pazza potrebbe intrecciare una relazione clandestina con una persona dal fisico imbarazzante, il glamour di un ferro da stiro e la vitalità di un procione in letargo.Ma prima o poi, dopo accurate sedute di analisi, capiremo che potremmo pretendere un qualcosa di più. Forse… E ci toccherà il tipo opposto, l’eterno seduttore che non smette mai di essere in pista, in tiro, sempre brillante e con la battuta pronta. Affidabilità zero, fedeltà discutibile, ma divertimento assicurato, quando decide di dedicarci un paio d’ore. E fra un happy hour e una cena romantica, lunghi giorni per giustificare (soprattutto a noi stesse) le assenze, i silenzi, le sparizioni improvvise. Quando le storie in qualche modo si assestano, se arrivano dei figli il nostro masochismo non migliora. Intanto insistiamo per volerne mentre il nostro compagno, che pure sa perfettamente che in questa recita sarà il comprimario, e non il protagonista, nicchia e cita sempre le circostanze. Quindi: ora no, vediamo il prossimo anno, forse dovrò andare via per lavoro, non mi sento pronto (e chi mai lo è davvero?) Circostanze che saremmo noi a dover invocare, visto che il lavoro, il tempo libero, la qualità della vita in generale si trasformeranno per noi in maniera drastica, in misura molto maggiore che per chiunque altro e per molti anni a venire. Invece, appare mediamente come una concessione la fatidica dichiarazione “facciamo un bambino” pronunciata da lui mentre noi lo stiamo sommessamente chiedendo da anni. E non ce lo facciamo di certo ripetere… Una volta venuto al mondo l’oggetto di tanto parlare, maschio o femmina che sia ci darà modo di dimostrare il nostro desiderio di punirci a tutto tondo. Ore di attesa con il naso schiacciato contro il vetro della piscina, dentro un’affollata scuola di danza o a ghiacciare su di un campetto di periferia. Azzeramento dei rapporti con le amiche che non siano mamme, onde poter disquisire a lungo su progressi, difetti e pregi del pargoletto, in una sorta di gara che, finalmente, ci ricorda qualcosa di maschile: la gara a chi la fa più lontano. Al cinema solo per vedere i cartoni, a teatro solo per le recite di Natale. Onore al merito a quelle che decidono di farsi un amante per sentirsi meglio. Ma questo è un segnale di autostima che siamo pronte a censurare all’unanimità… Perché rigorose, quello non ci scordiamo mai di esserlo, con noi e con le altre; perdonarci gli errori e le debolezze non è cosa. Indulgenti con gli uomini, spesso deboli con i figli, colpevoli perennemente con i genitori. E sul lavoro? Riusciamo, almeno professionalmente, a sfuggire il luogo comune ed essere finalmente un po’ cattive, egoiste, maschili insomma? Ebbene sì, assolviamoci, sul lavoro abbiamo capito che ad essere troppo fragili e auto – accusatorie entriamo in un vortice che potrebbe spazzarci via; di certo molte di noi non usano l’autorevolezza e l’assertività necessarie per essere davvero apprezzate, e molte meriterebbero ben altre carriere e ben altri percorsi, ma su questo per fortuna lavoriamo, se riteniamo ne valga la pena. E allora, se riusciamo sul lavoro a non farci del male, o a non farcene troppo, cerchiamo di liberare anche gli affetti dall’insostenibile ragnatela dei doveri e delle colpe. Smettiamo di dare la precedenza alle incombenze mortalmente noiose e che nessuno vuol fare per poi ritrovarci senza tempo e senza spirito per quelle divertenti. Smettiamo di considerare gli uomini un male necessario, diamo loro lo spazio che di volta in volta si meritano, senza anteporli a tutto il resto della nostra vita. E fra un uomo affidabile ma noioso e uno divertente ma impossibile, prendiamoci il tempo che occorre per scegliere, se scegliere vogliamo, e senza doverglielo necessariamente dire: impariamo un po’ da loro a sfuggire ai doveri, alle responsabilità e ai confronti. Sono abilissimi in questo, ne hanno fatto ormai un’arte: evidentemente perfettibile, se qualcuna ogni tanto si arrabbia, andando un po’ oltre. In questo otto marzo, il nostro pensiero non può che andare all’ignota vendicatrice di tutte noi, quella che, con un ardito colpo di mano, (è proprio il caso di dirlo), ha evirato l’amante reo di non aver mantenuto i patti, di aver giocato con lei, insomma. Nel nostro immaginario prenderà il posto dell’ormai remota Lorena Bobbit: noi con le mani non sbucciamo solo le cipolle, qualcuno lo dovrà dire a Zucchero.

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sei sempre nei miei pensieri …..mi manchi
  
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Una donna ha la forza che sorprende l’uomo.
Puo’ controllare guai, puo’ portare carichi pesanti.
Mantiene gioia, amore e opinioni.
Sorride quando ha voglia di gridare, canta quando ha voglia di piangere, piange quando e’ contenta e ride quando e’ spaventata.
Il suo amore e’ incontrollabile.
L’unica cosa di sbagliato in lei e’ che a volte dimentica quanto vale…
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Ci sono donne che camminano controvento da una vita,
ci sono donne che hanno occhi profondi come oceani,
ci sono donne che cambiano pelle per amore,
ci sono donne che donano il loro cuore
per poi ritrovarsi a raccattarne i cocci da sole,
ci sono donne che in silenzio fanno ballare
la propria anima su una spiaggia al tramonto,
ci sono donne che chiudono gli occhi ascoltando
una musica lenta che rendendo più salate le loro lacrime,
ci sono donne che con orgoglio ma con il nodo
in gola rinunciano alla felicità,
ci sono donne che con i loro occhi fotografano
quegli splendidi ma così fugaci attimi in cui
si sentono abbracciate dall’amore sperando
di mantenerli vivi e colorati per sempre,
ci sono donne che hanno fatto
un nodo per ogni loro lacrima
sperando che arrivi qualcuno a scioglierli.
Se ti fermi un istante le puoi sorprendere mentre
lottano contro il proprio istinto mentre fanno
passeggiare il proprio dolore a piedi nudi
affrontando onde che ad ogni mareggiata
sono sempre più minacciose.
Non fermare il cuore di una donna, niente vale di più…
non far piangere una donna,
ogni lacrima è un po’di lei stessa che se ne va.

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Gli amanti
sono senza nome, la storia di ognuno appartiene solo all’altro
e tu hai la stanza, il letto e le finestre…
Un giorno la porta si apre sulla camera degli amanti.
La stanza è diventata un denso giardino,
pieno di colori, odori, suoni che non hai mai conosciuto…
Quando le pose la bocca sulla spalla
lei non sa decidere se la sua spalla
ha dato….. o ricevuto il bacio.
Lui le passa le dita lungo i fianchi
e sente che sono i suoi fianchi a essere accarezzati.
Tu sei in piedi accanto al letto, in lacrime dalla felicità.
Mentre ti spogli stai cantando, e la tua voce è magnifica.
Sali sul letto e sei di nuovo carne…
Crei un abbraccio e ci caschi dentro.
C’è un solo momento di dolore o dubbio
ma una bocca bacia quel momento e una mano lo consola.
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Lacrime dolci,lacrime d’amore

lacrime di passione,lacrime d’emozione

tutta la mia vita in una lacrima per te….

lacrime condivise per un sentimento senza confini

lascime che dissetano la nostra voglia di gioia,la nostra voglia di tenerezza

non lacrime amare,non lacrime sole…

lacrime di un ricordo che riempie le nostre giornate

lacrime di un futuro che già vive nelle nostre parole

nei nostri gesti, nei nostri cuori…

Lacrime per te tesoro mio e per questo nostro immenso Amore…

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voglia di abbracciarti…
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perchè nn sei qui con me?…
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Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l’eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.

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Quando ti senti sola
Piccola e più indifesa
Con i pensieri in gola il cuore che ti pesa
Tu sfogati e dimmi tutto vuota le tue soffitte
Tirami giù dal letto anche se è mezzanotte
Quando ti senti sola mi sento solo anch’io
Lascia il tuo nido e vola piccolo amore mio

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Quelle come me sorridono anche con un cumulo di pensieri
aggrovigliati nel cuore.Quelle come me se ci parli hanno le parole incerte,
la voce che trema di una vibrazione che se fosse fiume in piena
ti travolgerebbe.Quelle come me sorridono e arrossiscono se le chiami
e dici il loro nome.Quelle come me si arrabbiano, urlano,non si convincono
quando le sfiori con il fiore dell’ingiustizia.Quelle come me hanno le mani
che vogliono comunicare cio’ che si agita tra i pensieri e l’anima.. e creano, costruiscono,dipingono e cominicano in un linguaggio spesso non comprensibile
nemmeno a loro.Quelle come me stanno in silenzio ma pensano sempre
i discorsi più impensati le immagini della vita..innarrestabilmente.
Quelle come me se ti fai spazio tra la fiducia e il cuore ti donano..tutto l’amore.
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Notti di vetro e di freddo senza te
le parole non bastano a scaldare.
Scrivo che ti amo ed è così.
Notti lunghissime o troppo brevi
il sonno non mi prende e mi perdo
nel pensiero del pensarti e stringerti.
Notti di sussurri senza canzoni e poesia
sole sorgi lento fra le mie gambe…
Aspetteremo l’alba toccandoci i capelli…
rabbia e tristezzaultima modifica: 2009-11-29T23:53:00+00:00da donnapassional
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