09/12/2009
eros
Raggi di sole su di noi,
addolciscono il giorno
appena nato.
Filtrano delicati
tra le ciglia ancor chiuse,
risvegliando teneri pensieri.
Accarezzado appena,
i contorni del volto
che si apre al sorriso.
E…tu…..tu… sei già nell'aria,
un'aria gioiosa e piena di vita
ascolto.... il tuo saluto,
al cuore aggiungi un battito
e poi...un altro ancora
mentre un brivido dolce
attraversa la pelle.



La donna, l'universo più misterioso che possa esistere.........
Il suo sorriso, esterna l'immenso del suo animo tanto da farci comprendere e riflettere........
a come sarebbe la vita senza di essa....
I suoi pianti...............
tanto amari quanto dolci...........
La sensualità,la femminilità,il suo essere sempre adeguata a tutte le occasioni .........
La dolcezza disarmante che sa usare quando e come vuole.......
L'amore che mette in tutto quello che sente suo......
Ecco questo è donna!!!




Una visione di questo genere in una donna gotica fin nello spirito e nel suo sangue.
Il suo mondo cosi simile al mio, come il riflesso di uno specchio. Le parole perdono valore, non hanno più significato perchè non esistono aggettivi ne frasi adatte a descrivere quelle sensazioni che provi solo e soltanto con l'osservazione e l'ammirazione di un quadro a volte illusorio.
Il silenzio e il rimanere immobili a tanta maestosità è il miglior complimento che una donna gotica vorrebbe sentire. Un sorriso è la miglior risposta per un uomo. L'avvicinarsi lentamente guancia a guancia ad occhi chiusi immergerndosi nei profumi della pelle che si fondono insieme è il miglior dono che una coppia gotica sogna ogni giorno che passa e ogni volta che accade...





Vivo in tefra queste carezze d'autunno
che cingono pagine di luce
al cospetto di un bacio.
Vivo nelle tue emozioni
come carezza che unisce una lacrima
al muto orgoglio di uno sguardo.
Sarò sul tuo cuscino
quando il sole busserà alla tua porta
cantandoti poesia.
Sono quà
tra i tuo silenzi
a spolverarti l'anima
dall'amarezza di un ricordo.
Affacciati al davanzale della gioia
e rubami il cuore
prima che il gelo dell'inverno
spenga i tuoi sogni di ieri.



e non sai come…..
senza freni
sentiresti, solo con un bacio,
quanto è forte
il desiderio che ho di te ....


sfioro delicatamente
quelle parole dolci e armoniose
pronunciate sensualmente.
dal colore del rossetto
che lasciano se toccate
il segno del bacio.
nel loro muoversi
conquistatrici
dei pensieri altrui
con un sorriso fantastico.
di essere accarezzate
da altre labbra desiderose.

dalla lingua e dalla saliva
assaporate per ore infinite
sentire la passione che si attiva...
tra le effusioni di caldi baci
di labbra non più loquaci...
ma pur sempre capaci
di farti capire quanto mi piaci.
Ho voglia di te.Per quello che so e ancora di piu per quello che non so.
Ho voglia di te.Per quel bacio che non ti ancora dato.
Ho voglia di te.Per l'amore che non ho mai fatto.
Ho voglia di te anche se non ti ho mai assaggiato.
Ho voglia di te,di tutto te.Dei tuo errori ,dei tuoi successi,dei tuoi sbagli.
Dei tuoi dolori.Delle tue semplici incertezze,dei pensieri che hai avuto e di quelli che spero
hai dimenticato.Dei pensieri che ancora non sai.
Ho voglia di te.Ho cosi tanta voglia di te che nulla mi basta.
così forti,
così sapienti,
così dolci.
Delicate e forti.
Curiose ed eccitanti.
Mani che stringono la mia carne,
la possiedono,
e nello stesso momento
l'accarezzano e la sanno accordare
facendo vibrare tutto il mio essere
come il dolce suono di un violino.
Mani che sanno raccogliere la mia nuda innocenza.
Mani che sanno sapientemente accarezzare
il mio volto quando ne ho bisogno.
Mani che cercano il piacere per regalare piacere,
mani che mi fanno sussultare,
mani smaniose di toccare,
prendere,
strappare la mia carne,
ciò che è tuo, ciò che ti appartiene.
Com'è calda la mia pelle al tocco delle tue mani.
Mani sapienti…
Mani che ogni giorno
sanno ricercare il mio essere donna.
Mani che ogni giorno sanno
regalarmi il piacere di essere donna.
Ho stretto dentro di me
le trasparenti emozioni delle tue mani…

da dolci sensazioni
Lascio fuori da me il frastuono
e il vuoto moto senza sosta.
Così mi immergo, ad occhi chiusi,
nel senso di un profumo
buono e naturale
che sa di arancia e miele,
di vaniglia e cannella,
golosa di gesti di affetto
e di immagini da ricordare.
Mi cullo nel ricordo
della tua voce calda,
sensuale velluto d’anima,
e sento le parole,
stregate luci tremule,
che aspetto dal tuo cuore:
le sento far vibrare la mia pelle
come sapienti mani
che mi guidino al piacere,
in sospirate onde travolgenti ,
a scatenare ancor di più il tuo
mordendomi le labbra
che i tuoi capelli vorrebbero baciare.








Il mio corpo legato al tuo
i nostri corpi intrecciati
presi dal desiderio
le nostre tenere carezze
i nostri baci
la nostra pelle che brucia
i nostri corpi che si fondano
i nostri sensi che si sconvolgano
la passione
l'amore
la felicità
il contatto dei nostri cuori
Noi due...
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.
Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.
Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.

Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
L'anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.


per spegnermi nella neve
dei tuoi denti.
Vorrei stare sul tuo petto
per disfarmi nel sangue.
Vorrei sognare per sempre
nella tua chioma d'oro.
Che il tuo cuore si facesse
tomba del mio dolente.
Che la tua carne fosse la mia carne
che la tua fronte fosse la mia fronte.
Vorrei che tutta la mia anima
entrasse nel tuo piccolo corpo
ed essere io il tuo pensiero
ed essere io la tua bianca veste.
Per far sì che t'innamori di me
con una passione così forte
da consumarti cercandomi
senza mai incontrarmi.

Perchè tu vada gridando
il mio nome fino a ponente,
chiedendo di me all'acqua,
bevendo triste le amarezze
che prima il mio cuore
nel desiderarti lasciò sul sentiero.
E intanto io entrerò
nel tuo corpo dolce e debole,
io sarò donna,sarò te stessa,
restando in te per sempre,
mentre tu invano mi cerchi
da Oriente ad Occidente,
finchè fine ci brucerà
la fiamma grigia della morte.
Hai bisogno della luce dei suoi occhi nell'estasi, per vedere ciò che la vera luce ti mostra, hai bisogno del sudore della sua pelle mentre fai l'amore con lei, per conoscere il fondo dell'oceano, hai bisogno dell'aroma del suo sesso umido, per ricordare la primavera quando è inverno, hai bisogno di baciare le sue labbra, di accarezzare la sua lingua, di sfiorare il suo ventre, di entrare nel suo corpo per sentire il tuo sangue scorrere...
che le tue mani non fermano,
le mie mani ti cercano.
Tra i nostri sorridenti volti
incorniciati dal tempo
manca la tua presenza.
In questo letto immenso
avvolta dall’afa soffocante
mi manca il tuo calore.
Tra questi colorati muri
che condividono i nostri sogni,
ora, non ho sonno per sognarli.
In questa lunga notte
che non porta il tuo nome,
tutto mi parla di te.
Amore…
In questa notte insonne
anche le cicale cantastorie
mi cullano col tuo nome ...
ancora calda dell'ultimo sonno...
mi percorrono lievi il collo
coi baci del buongiorno.
Mi salutano schioccanti
sulla porta di casa.
Mi parlano, ridono...
mi raggiungono virtuali
con messaggi d'amore
durante il giorno.
Mi ritrovano la sera a casa
e mai si dimenticano
di ricongiungersi alle mie
appena le vede.
Mi raccontano le ore del giorno
con baci interminabili
sul complice divano.
Mi travolgono, mi assaporano
e perlustrando ogni centimetro di pelle
mi conducono all'oblio...
Mi cullano morbide
col bacio della buonanotte...
...e maliziose e audaci
mi carezzano ancora nel buio ...
e rivoli di sudore,
da una notte d'amore sulla spiaggia
e da leggere gocce di pioggia.
Abbracciati nudi sul nostro letto,
tra dolcezze e sentimenti,
avvolti dal profumo dei nostri corpi,
ci ritroviamo
tra lenzuola bagnate
dal nostro desiderio.





Ti porterò su un'isola deserta
Li potrai aprire il tuo cuore
e mostrarmene i colori.
Ti cullerò con il mio sorriso
e con la bocca assaporerò
i frutti del tuo corpo.
E mentre le stelle invidiose ci spieranno
ti lascerò dissetare
alla fonte degli infiniti desideri.
Mi piacerebbe poggiare
la testa sul tuo petto
per poter sentire battere il cuore,
ancora accelerato
da un orgasmo appena passato.
Sotto le mie dita
crescono brividi ribelli
Sulle tue labbra
dischiuse nascono fremiti di piacere.
Navighiamo insieme,
su corpi che scivolano sull’onda
del piacere.
E balliamo,
prima un lento
poi il tango,
e nel tuo sguardo
una misteriosa danza. 
m'incatena dentro te.
E continuiamo,
ballando avidamente,
questo momento
che è il gusto
dell’amore.
Il tuo respiro intenso,
morso tra le labbra,
in attesa dell'ultimo fremito
e ad occhi chiusi
intrecciare corpi,
sussurri ed urla
per abbandonarsi poi,
all'estasi d'amore ...
Gocce
Di cioccolato sciolto
Scorrono
Sulle tue labbra
Ed io dolcemente
Avvicino
Le mie
E ne assaporo
Il gusto
Fuso con i baci tuoi
E la sensualità
Che ne traspare
Lascia spazio
Alla nostra amorosa fantasia
E sei mio
Nella passione
Di un attimo
Che pare infinito…
I nostri corpi che si scontrano
e si possiedono senza tregua.
Pelle bollente,
segnata,
battuta
e il sangue che scorre dentro
impazzito.
Fluisci dentro di me
come un'onda inarrestabile che mi porta a riva
e poi
mi spinge di nuovo al largo.
Scopro limiti che mi fai superare
ancora prima che io me li ponga.
Non resisto perché non voglio resistere.
Prima mi penetri la mente con la mente.
Il tuo corpo segue e il mio corpo risponde.
Entri in me in profondità.
E' come se io stessa entrassi in me,
scavando tra emozioni e desideri
che non conosco.
che scopro ogni volta come se fosse la prima.
Mi accarezzi
come un soffio di vento
e mi scuoti quando esplodi in me,
quando godi nella parte più intima del mio corpo,
quando esce l'animale che hai dentro di te.
E in quei momenti
possiedi
anche la parte più intima della mia anima.
Mi fai gemere, urlare, tremare, godere, venire.
Lascia che ti faccia sentire e vedere cosa c'è in me
da quando tu sei in me.
E ogni volta che vieni in me,
davanti a te sono sempre nuda.
Voglio essere nuda,
anche quando sono vestita.
Mai ho desiderato così tanto essere conosciuta,
essere posseduta,
essere amata.
Adoro le tue mani,
così forti,
così sapienti,
così dolci.
Delicate e forti.
Curiose ed eccitanti.
Mani che stringono la mia carne,
la possiedono,
e nello stesso momento
l'accarezzano e la sanno accordare
facendo vibrare tutto il mio essere come il dolce suono di un violino.
Mani che sanno raccogliere la mia nuda innocenza.
Mani che sanno sapientemente accarezzare
il mio volto quando ne ho bisogno.
Mani che cercano il piacere per regalare piacere,
mani che mi fanno sussultare,
mani smaniose di toccare,
prendere,
strappare la mia carne,
ciò che è tuo, ciò che ti appartiene.
Com'è calda la mia pelle al tocco delle tue mani.
Mani sapienti…
Mani che ogni giorno
sanno ricercare il mio essere donna.
Mani che ogni giorno sanno
regalarmi il piacere di essere donna.
Ho stretto dentro di me
le trasparenti emozioni delle tue mani.
Mi spogli ogni giorno con i tuoi occhi,
mi baci anche quando non lo fai,
ogni giorno, con la tua voce e i tuoi gesti,
mi inebri e mi ecciti, sempre.
La mia carne si eccita e vibra
sotto il tuo sguardo,
le tue sapienti mani
suonano le corde della mia anima,
come un'abile suonatore di Sitar;
e la mia carne diventa tua.
Ogni volta è come se fosse la prima:
esplorazione,
fantasia,
smarrimento,
tormento,
liberazione,
danza di corpi nudi...
un incastro perfetto e mobile.
Respiro la tua anima e mi riempio di te
quando voli sulle ali del piacere,
quando esplodi nel desiderio di possedermi.
Sazi la mia carne e la mia mente,
plachi il mio tormento e desiderio di te.
Corpi intrecciati arsi dalla passione,
giungiamo al limite del sopportabile
per poi spingerci sempre più oltre,
crescendo ogni volta di più,
fino all' estasi.
Attimi infiniti, sublimi…
Godere di noi, dei nostri orgasmi simultanei
che diventano un solo ed unico orgasmo.
Ti inebri della bimba che hai svezzato,
viziato e, al contempo, della donna spudorata
che è in me.
Sarà sempre così Amore,
sarà sempre desiderio ardente,
passione bruciante, devastante,
perché non esiste
Amore senza Passione.
Saranno sempre attimi infiniti ...
Labbra sensuali
percorrono la mia pelle,
gocce di eccitazione
cadono su di me.
Mani morbide
esplorano le strade
del mio corpo,
si insinuano.
Dita flessuose
raggiungono i sentieri
del mio desiderio,
ed aprono la soglia…
alla bocca voluttuosa
ed avida
che mi abbraccia
in un'estasi indimenticabile.
Cadenzano
mani vogliose
fra le carnosità bramose,
aspergo
la calle
dell'essere uomo,
sgocciolo
vaghezza
da labbra roventi,
sale
l'uzzolo
di respirarti.
Negli umidi sentieri
gocce d'ardire
sgranano
queruli lamenti.

Affamata
di lussuria,
la tua carne fremente
sazia i miei sensi:
le mani scivolano,
lambiscono,
sfiorano
oasi di piacere,
l'idioma
accarezza
la sinuosità rovente,
le mani perpetue
innalzano respiri,
acceso di passione
l'idioma
salpa
lasciando
una traccia umida
sulla carne calda
e si insinua
nella profondità
della vulva rorida.
Respiri recisi 
da lamenti smarriti,
ingoiando
gocce lussuriose,
gli occhi si incrociano,
innalzi la tua carne vogliosa,
gli idiomi si intrecciano
la verga infiammata
sprofonda
nella vulva bramosa,
le carni si struggono
in un amplesso
di carne e libidine.
Ti voglio,
non m'importano parole d'amore.
Io ne ho un cuore pieno.
Ti ascolto e
maledettamente mi lascio sedurre,
ti ascolto
sussurrare le tue tentazioni.
Ascolterai presto le mie.
Ti odio,
come si odiano i peccati.
Ti amo,
come si amano i piaceri.
Ti assolverò con la mia carne. Liberami dal mio peccato
e suggellami al tuo.



avidamente. Varcata la soglia, l'uomo la bacia ancora, ripetutamente, e ricomincia ad accarezzarle i seni e poi tutto il corpo. Le sue mani scendono e si insinuano sotto la gonna per verificare che lei abbia indossato le calze, ed un reggicalze molto sottile, di quelli che piacciono a lui. L'uomo sente l'eccitazione della donna che - conscia del piacere che sta provando il suo uomo - cresce sempre più. Le mette una benda sugli occhi e la conduce all'interno di una stanza. La ragazza non può vedere la fune che, pronta per lei, pende dal soffitto, né le fruste allineate sulla panca. Le sfila la maglietta, fino ai polsi. I seni della donna sembrano schizzare in avanti appena sollevata la maglietta. Spesso la donna non porta il reggiseno, "proprio non ne ha bisogno", ha sempre pensato l'uomo. I seni sono sodi, molto belli, lei sa che lui impazzisce per i suoi seni. Le slega le mani, ma solo per un istante, il tempo di sfilarle completamente la maglietta. Poi gliele lega nuovamente, questa volta davanti. Afferra la fune che pende dal soffitto e la lega saldamente alla corda sui polsi, poi afferra l'altra estremità e comincia a tirare verso di sé. Le braccia della donna vengono sollevate sopra la testa e tese fino a che tutto il corpo sia ben teso; poi l'uomo fissa la fune, si avvicina a lei e la bacia con passione: sulla bocca, sul collo, sulla nuca. Le slaccia la gonna e la fa scivolare lentamente lungo i fianchi. Osserva quel corpo stupendo, le natiche sode e sporgenti messe ancor più in risalto dal perizoma e dalle sottili strisce del reggicalze. Lentamente abbassa il piccolo perizoma, lo fa scivolare lungo le flessuose gambe e sfila anche quell'ultima protezione alla sua intimità. Ora la ragazza è completamente nuda - a parte il reggicalze e le calze - e legata con le mani sopra la testa. L'uomo la osserva e comincia a toccare la sua pelle, iniziando dalle spalle, poi i seni, l'addome, i glutei, il pube, le gambe, fino ad arrivare alle caviglie che cinge con un'altra corda. Ancora un bacio, un lunghissimo bacio e due parole sussurrate all'orecchio: "Ti amo". Poi un bavaglio impedirà alla ragazza di parlare e forse di urlare. L'uomo si sofferma a guardare quel corpo bellissimo, il corpo della sua donna, mentre la donna per quel tempo - che le sembra interminabile - cerca di immaginare quello che accadrà da un momento all'altro. Ne ha un po' paura ma contemporaneamente si sente sempre più eccitata e complice inerme di quel gioco. Ed ecco - improvviso - il primo colpo di frusta. Secco. Deciso. Lo schiocco della frusta sulla schiena echeggia in tutta la stanza, il corpo della donna sussulta, ma neppure un gemito esce dalla sua bocca. Un altro colpo, un altro ancora e poi ancora. Quattro segni si stanno delineando sempre più sulla pelle bianca. Una pausa; e dopo sei colpi ravvicinati la raggiungono sulle natiche, senza darle il tempo che la sensazione di bruciore, provocata dal colpo precedente, si attenui. Il suo corpo sussulta ogni volta che la frusta la colpisce, ma la donna non emette alcun lamento.
L'uomo si avvicina, le allenta il bavaglio e le chiede sussurrando se ne ha abbastanza, se ha capito. Ma cosa dovrebbe aver capito? Lei non lo sa, ma gli risponde con tono di sfida e l'uomo capisce chiaramente, "no, non cedo!". Così, le rimette il bavaglio, si allontana e ripone la frusta per afferrare una bacchetta di bambù. Hanno varcato il cancello e stanno percorrendo, stretti l'uno all'altra, il piccolo vialetto del giardino di casa quando... L'uomo la ferma un momento, rimane dietro di lei, estrae dalla tasca una corda, le porta le mani dietro alla schiena e le serra i polsi.La donna capisce, ha un sussulto - non se lo aspettava - ma non reagisce perché il solo gesto dell'uomo la sta già eccitando. L'uomo comincia a toccarla, solo lui può farlo, lei è impedita dalla corda che le serra i polsi. Le tocca i seni, la prende per i capelli e la bacia ripetutamente, mentre lei sente che la sua intimità si sta già bagnando; si sta preparando a ricevere il suo uomo. Così, con le mani legate, la donna si lascia guidare dall'uomo verso la porta d'ingresso. L'idea che qualcuno li possa osservare non la infastidisce, anzi... la eccita ancora di più. Un primo colpo. Secco. Deciso. Su un seno. Il corpo della donna reagisce con un sussulto. L'uomo aspetta che il corpo della ragazza cessi di sussultare, di vibrare, poi un altro colpo, sull'altro seno. Due righe rossastre appaiono immediatamente. "Allora?" chiede l'uomo. La donna scuote la testa, in senso negativo ed un "no", sia pur flebile, si percepisce dalla sua bocca.
Ora i colpi sono ravvicinati, uno dopo l'altro, in modo da non dar tempo alla ragazza di "riprendersi"; alternati, prima su un seno, poi sull'altro. La donna non riesce più a trattenersi, e ogni colpo ora è subito seguito da un gemito. Dieci colpi, gli sembra di aver assestato, prima che la donna lo scongiuri di smettere, ma basta contare i segni per sapere con precisione. Scioglie la fune che scende dal soffitto lasciandole i polsi e le caviglie legate, la adagia delicatamente sul letto, la accarezza tutta, le bacia ogni segno, prima sui seni, poi sulla schiena e sulle natiche. Si appoggia a lei, la penetra. La donna è incredibilmente bagnata, eccitata almeno quanto lui, e la cosa lo eccita ancora di più. Affonda ogni colpo, sempre di più, fin quando sente l'urlo di piacere della sua donna ed è il momento in cui l'uomo può abbandonare ogni controllo e godere in lei, completamente, essere totalmente suo.
La stringe forte mentre lentamente la slega, le toglie il bavaglio e la benda, senza mai lasciare l'abbraccio. Lei gode di quell'abbraccio, la fa sentire protetta, coccolata, sente di essere la donna dell'uomo. Si gira, si guardano negli occhi, sono entrambi persi, non capiscono se si stiano svegliando da un sogno o se sia tutto reale. Sorridono e si baciano: un lunghissimo e dolcissimo bacio. Si alzano, fanno la doccia insieme. La donna, passando davanti allo specchio, osserva i segni sul proprio corpo e guarda l'uomo; in quello sguardo l'uomo percepisce quanto quella donna sia sua.
Si vestono. La donna indossa un abito scollato che lascia scoperti una parte dei segni che ha sul seno. Osserva l'uomo con soddisfazione e complicità. Sono pronti per andare al ristorante dove un tavolo ben apparecchiato, a lume di candela, li attende...


"Come?" replicò l'uomo "Sai del mio compleanno? Certo che voi due non vi nascondete proprio nulla...""Sei curioso, lo so, l'ho capito da quando te lo annunciai al telefono" intervenne la donna "Questa volta sono proprio riuscita a farti incuriosire..."
L'uomo lo ammise, riconobbe che per la prima volta era curioso, che anzi si chiedeva perché ogni volta che la donna aveva un regalo per lui glielo dava immediatamente, curiosa ed emozionata di vedere il suo volto mentre apriva il pacchetto, mentre questa sera ancora non glielo aveva dato."Eppure questa volta, non c'è nulla di diverso dalle altre" gli rispose la donna, che si girò verso l'amica, scambiando un sorriso d'intesa.
Che l'amica sapesse quale fosse il suo regalo e fosse complice della donna nel farglielo desiderare, un po', lo stava irritando. Lo faceva sentire escluso dall'intesa delle due donne.
Andiamo…

percorrono la mia pelle,
gocce di eccitazione
cadono su di me.
Mani morbide
esplorano le strade
del mio corpo,
si insinuano.
Dita flessuose
raggiungono i sentieri
del mio desiderio,
ed aprono la soglia…
alla bocca voluttuosa
ed avida
che mi abbraccia
in un'estasi indimenticabile.
gocce di sudore scivolano lentamente su tutto il corpo
facendosi strada fra gocce di cera e piccole costruzioni alchemiche che la cera copiosa ha formato .
Le braccia tese
obbligano il busto a proiettarsi
verso di me,
le gambe divaricate,
costrette da robuste funi,
inarcano ed esaltano il ventre.
Le vibrazioni del corpo tradiscono la tensione,
l'eccitazione, l'attesa.
Il respiro ansioso, smanioso, affannoso:
la paura ed il desiderio.
Strisce di cuoio sfiorano la pelle,
la accarezzano, la fasciano,
disegnando un possibile percorso;
in un complice segnale d'intesa.
Segnale della fine o è l'inizio?
Copiose lacrime rigano il volto,
lacrime di piacere, di estasi,
di appagamento e desiderio.

il suo,
il mio battito,
il suo…
Il respiro si accorcia,
ritmico, affannoso,
incalzante,
ansimante.
Il cuore
batte, batte, batte,
tutto il petto batte,
pulsa in gola,
pulsa nell'anima.
I respiri
assumono lo stesso ritmo,
la stessa intensità,
si uniscono, si esaltano.
Un crescendo continuo,
vertigini, ronzii,
la mente
ha lasciato ogni controllo,
le emozioni
sono padrone dei corpi.
Avvinghiarsi,
rotolarsi,
urlare.
Secrezioni,
sudore,
saliva,
odori intensi.
Silenzio…
assaporando
il dopo di tutto.

sarò la tua streghetta x una notte








entrano gradualmente dentro me.
Scorre il tuo sguardo sul mio corpo
si sofferma a spogliarlo sensualmente.
Lentamente la tua mano disegna le mie forme e il mio piacere
Nei tuoi occhi intenzioni ardenti
e il mio viso acceso accresce la tua, la nostra passione erotica.
Ogni gesto, ogni sguardo, ogni sussurro esalta i sensi.
L’acre odore di desiderio si espande nell’aria
Lo cogli nell’oscurità già pregna della mia essenza
che impudicamente bagna le bianche lenzuola
e io ti appago, donandomi illimitatamente.
Calde evoluzioni segnano passione e vita
Passione che arde e accende istinti primordiali, emozioni
Sospiri e gemiti ti invitano ad appagare il mio desiderio
che si rigenera ancora e ancora
Lacrime di rugiada, rivoli inebrianti scorrono lungo le gambe
Ti chini a dissetare la tua arsura…
Ne vuoi ancora, ingordo, mentre accolgo il tuo capo immerso alla ricerca del nettare.
Affondi la tua lingua nel centro umido e caldo della mia voglia
nelle mie labbra avvolgenti, pulsanti
mi respiri.
Delirio d’amore e di sensi.
Tutto ora ti avvolge del mio piacere, che diventa tuo
Ti sento intensamente e te ne chiedo ancora
Prolunghi i miei spasmi fino a farmi perdere i sensi
Mi avvolgi, risali il mio corpo baciandomi amorevolmente.
Dolci le tue carezze ora
e una nuova scossa mi percorre quando la tua bocca si posa sui floridi seni
Ti nutri suggendo avidamente da uno e poi dall’altro e mi pervadi di rinnovato desiderio.
La tua lingua mi accarezza le membra, il ventre, il fuoco della mia femminilità, annebbiandomi la mente.
La pelle vellutata freme al passaggio delle tue dita.
Brividi lungo il corpo che reattivo vibra ad ogni tocco
e si muove sinuoso aderendo al tuo.
Mi prenderai ancora…
Io accogliendoti ti offro corpo mente anima.
Ti voglio!
Voglio assaporarti, annusarti,
gustare e dissetare la mia bocca del tuo sapore
della tua essenza.
Voglio conoscere tutto di te, ogni tuo angolo.
Sei nuovamente dentro me!
Muovi il tuo bacino sensualmente mentre affondi colpi profondi
Sto ancora volando mentre tu resisti lasciandoti travolgere dall’onda del mare in tempesta.
I nostri corpi febbricitanti si avvinghiano, si parlano, si amano.
Mangiami
Prendimi
Sei dentro me, restaci
Voglio incorporarti.
Le mie gambe attorno al tuo bacino ti avvolgono mentre con il corpo e con gli occhi ti chiedo di restare.
Non importa come. Lascia il tuo segno, donami la tua essenza affinché possa portarti con me ovunque tu sia.
Ora il tuo seme mi pervade, penetra, scorre e si espande nel mio corpo, che lo custodirà e lì resterà!
Hai messo il tuo sigillo.
E in questa commistione di amorosi sensi… io ti respiro
e il nostro canto questa notte diventa poesia..



si serrano avvolgenti
avvinghiandosi
a misteriosi impulsi
cantico di turgori
inneggianti la vita
e l'amore.
Agili dita
s'insinuano ovunque
in carezze che
d'arroganti istinti,
son guidate in giochi
fatti di gioia
e di leggero sentire.
Amo il tuo essere
ed amo la pressione,
di mobile seta,
che s'avanza e spinge
sull'albero
che s'erge al vento
della tua passione.


Fluisci lento attraverso i miei sensi
Stenditi vellutato sulla carta della vita
che s'appassiona
Ricama col tuo corpo
i passaggi del nostro viaggio
Impellente bisogno
di scivolare sulla tua pelle
respiro il tuo amore
leccare le tue voglie
osservando il tuo piacere
Si rincorrono nel gioco dell'eterno equilibrio
un passato ed un presente
luci e ombre di
Sensuale maschio che sa d'amore.

Cerco
le tue labbra e il tuo calore,
mi nutro
dei tuoi umori e spammi.
La mano scivola
e si sofferma a lungo
sulle sinuose linee e giù
fino al venereo monte.
Ed il calore sale,
inebriano i sensi,
di turgida voglia,selvatica e crudele
dolcezza.
Il ritmo accellera
e la mente stenta
a dominar la pelleùche scoppia
in brividi convulsi
di piacevole dolore.
Ecco,
nessun ostacolo o freno,
ritegno o pudori,
solo eccitazione
e bramosia di corpi.
Inturgida il sesso ancor più,
tra le rosee ed accoglienti
labbra della vita.
Cerca la strada
con violenza repressa,
l'affondo
nell'antro temuto e amato,
dove tutto nasce e si
dissolve.
L'amor frena,
l'atavica e ferale spinta,
che nel dolor vuol cogliere
il piacere antico,
e penetra,
dolce come il tuo sguardo
che trasale.
Che gli attimi si dilatino,
con le tue morbide
profondità
che mi accolgono,
seguendone i ritmi e le
pulsioni.
Risersa senza fine
il dolce miele
tra le gambe,
e mentre la realtà e il tempo
si dissolvono,
i nostri sensi
galoppano all'unisono
verso l'esplosione
totale e completa,anelata e protratta,
lo struggimento e l'amore,avuto e dato...senza limite
alcuno.
adesso tramite essi sei tu ad entrare nella mia anima
ti tuffi dentro di me come la luna dentro il mare
ed io mi arrendo
vulnerabile
dinanzi ai tuoi occhi tremendamente intensi
che mi leggono nel cuore
come posso
opporre resistenza...
.che a volte è difficile se non impossibile.
.esprimerlo con semplici parole o frasi.
.prese quà o là..mà di sicuro..è fatto di
emozioni vere..di..passione..di batticuori.
.di stati d'animo..tutte cose vere..palpabili
che solo chi...ama..può..capirle.e la sua
massima espressione è
un abbraccio silenzioso....

immagina due mani ardenti
che si incontrano,
due sguardi perduti l'uno nell'altro,
due cuori che tremano
di fronte all'immensità
di un sentimento,
e poche parole
per rendere eterno un istante
m'incendi la polpa
incrostandomi �addosso
immagini di noi.
Distesa sul letto
ho ancora dita bagnate
di folle lussuria
a disegnarmi pensiero
di una Tua impronta�sulla pelle.
Squarcio�la schiena
al suono della tua lingua
a sputarmi dentro note�d'orgasmo

respirando_mi dalla� bocca.
Inerte �resta in ascolto�
dei�sussurri del mio sangue delirante
�mentre in�contrazioni�di sensi
���� t'insinui dentro al� mio ventre.
Svuotami di me sino a
riempirmi del Tuo sapore
impastami �l'anima
e mescila �con la tua �mente
nel mio sentir_mi Tua.

La mia vena di follia
Sei la spiritualità
Fantasia e fragilità
Sei nell'euforia che c'è nei giorni di sole
Tu sei tutto quello che vorrei
Tu sei la complicità
La bugia e la verità
Sei nell'acqua che io bevo dalle mie mani
Sei dentro il mio sangue tu
Sei una ragione in più
Travolgente come il vento che scuote il mare
Tu sei tutto quello che vorrei
Tu sei per me
I ricordi che restano ora che ci sei non fanno male più
Se alla mente ritornano
Vanno fino in fondo al cuoreE ci sei tu nei miei pensieri quelli più veri sempre sarai
Sei un'invasione tu
Un vulcano di allegria
Miele d'ambra che mi dà nuova energia
Tu sei la semplicità
Gioco di sensualità
Sei la più lunga estate della mia vita
Tu sei tutto quello che vorrei
Tu sei per me
I ricordi che restano ora che ci sei non fanno male più
Se alla mente ritornano
Vanno fino in fondo al cuore
E ci sei tu soltanto tu
Se alla mente ritornano
Vanno fino in fondo al cuore
E ci sei tu nei miei pensieri quelli più veri sempre sarai
Nei miei pensieri dove non c'eri sempre sarai
Sempre sarai
Per me

Come mi hai ordinato, padrone del mio cuore, ho indossato ciò che vi era dentro quel pacco che sapeva del tuo desiderio, delle tue più spinte fantasie: un abitino di raso nero, un paio di slip neri e un nastro di raso, nero.
Devo ammetterlo, amore, rimasi stupita dalle tue parole.
Mi siedo sul letto e, come da regola, copro, vogliosa, i miei occhi con quel morbido nastro. Aspetto il tuo arrivo distesa tra i morbidi cuscini.
Nel biglietto, c’era anche scritto che dovevo farmi trovare con i capelli bagnati: eseguito.
Aspetto ancora.
Sento il cinguettio degli uccelli e il rumore della tenda mossa dal vento. Dalle stanze vicine, si percepisce qualche suono: risate, bambini, grida, liti. Eccoti.
Anche se vuoi fare il massimo silenzio, so che sei lì. Sento il tuo odore, sento il tuo cuore che batte nel silenzio di quella stanza bianchissima, sento il rumore dell’orologio che stai poggiando sul comodino, né sento il rumore delle lancette che battono il tempo che mi dista dal tuo corpo: uno, due, tre..
percepisco il tuo respiro sul mio collo e, adesso, le tue labbra sul mio lobo sinistro.
Lentamente sento la tua lingua che mi bagna le labbra e mi perdo in quel bacio che sa di pesca. Pesca? Rimango un po’ con il fiato sospeso e poi sento una goccia fresca sulla mia coscia, sento che leggera, veloce, dolce, attraversa il mio corpo fino a giungere lì, nell’elastico degli slip.

Adesso, in quella strada che ha scavato, sento percorrere le tue labbra affamate, calde, desiderose di me. Ed eccole, di nuovo sulle mie. Il sapore di pesca, è sempre più forte e più dolce. Ho un po’ di paura. Non poter vedere cosa mi stai facendo, mi preoccupa un po’, ma mi eccita tantissimo e tu, antipatico, lo sai e sorridi di me, lo sento. Inaspettatamente, sento le tue mani lungo i miei fianchi. Sento che mi alzi il vestito fino a levarmelo.
Sento dozzine di gocce lungo i miei seni, nella mia pancia, nei fianchi. Poggi un tuo dito sulle mie labbra e lo penetri dentro la mia bocca, è dolcissimo. Miele.
Intingi il mio indice nel barattolo e te lo porti in bocca, succhi il mio dito con passione e poi, ti perdi in una delle cento gocce sul mio petto. Afferri i miei seni come un bambino assetato, né catturi l’essenza e con dolcezza, mi togli anche quei piccoli slip.
Voglioso come non mai, mi afferri le gambe e le apri al tuo cospetto. Sento le tue mani che pressano contro il letto, sotto di me. I tuoi capelli sul mio viso ed il calore del tuo respiro nella mia guancia. Sei affannato, non riuscivi più a trattenerti, vero?
Rimango con in fiato sospeso tra verità e fantasia per pochi secondi e poi, ti sento varcare la soglia del mio piacere. Entri lentamente, senza bussare, come se avessi paura. Sento il tuo petto che sfiora il mio e vorrei perdermi nei tuoi occhi . Odio questa benda, amore. Percepisco chiaramente il tuo piacere che aumenta ad ogni mio respiro. La tua paura è svanita davanti alla voglia di avermi, davanti alla voglia di prenderti il mio corpo, corpo che nessuno ha mai catturato come te, che nessuno saprà mai prendere come riesci tu. Dal suono sordo della tua voce, capisco che sei giunto alla vetta del piacere e che, questo, come un fiume in piena, ha inondato il tuo corpo conducendoti alla fine del tuo spinto viaggio. Distendi il tuo stanco corpo sul mio e, delicatamente, mi togli dagli occhi quell’ostacolo che ci ha separati l’una dall’altro.
La luce mi acceca per qualche istante, ma basta stringere gli occhi per vederti, tesoro mio. Sei il mio sogno, amore.
Solamente Dio, sa quanto io ti ami.
Ti addormenti, sfinito, accanto a me, schiavo delle mie carezze, dei miei teneri baci, del mio profumo.
Come farei senza il tuo amore?Adesso quelle lenzuola, sono tinte di noi, del nostro amore. Hanno saputo catturare il colore del nostro profumo, le forme dei nostri corpi, il calore della nostra voglia e si chiedono, quando ci rincontreranno, gelose della nostra unione segreta. Me lo chiedo anche io. Adesso, quando potrò rivederti? Quando il tuo lavoro ti porterà lontano da lei, come oggi? Quando, quella che chiami “donna della tua vita” partirà con le amiche? Quando ti lascerai? Quando? Quando? Dimmelo! Sei ancora così giovane. La tua pelle, non conosce ancora la tristezza del tempo, come la mia. Siamo fatti l’uno per l’altra. Siamo come il mezzo cuore che mi hai regalato, separati ma dipendenti l’una dall’altro. Odio questa situazione, ma ti amo. Ti amo da morire, amore. Adesso, mi ritrovo qui, davanti a questo computer, che ci ha fatti incontrare, quel pomeriggio. Mi hai appena lasciata a casa, salutandomi con un bacio sulle labbra e con un semplice ”arrivederci amore mio”. Quanto lo odio. Scrivo di noi, disperata. Scrivo al mondo, della nostra storia. Scrivo dell’amore che ci lega e del destino che ci separa. Scrivo del destino che ci unisce e dell’amore che non ci permette di essere legati. Scrivo di te, delle tua bellezza, delle tue parole e di me. Ma che altro scrivere? Vorrei fossi tu, tesoro, a completare questo scritto. Vorrei fossi tu a continuare il libro della nostra vita. Intingi ancora una volta la piuma della felicità in quell’inchiostro nero come i tuoi occhi e denso come la voglia di averci e scrivi, scrivi, scrivi, continua a scrivere di noi. Ti prego.
Continua a scrivere.







Sono pagine di cera
questi abbracci nati
tra la rugiada dei tuoi occhi.
Sfiorerò la tua eleganza
in questa sera che vive
nel segreto di una stanza.
Non parlare,
ascoltami,
sono la brezza che scivola
fra le colline del tuo corpo,
il canto di un gabbiano
che danza nella baia del tuo cuore.
Di seduzione dipingerò questa notte 
dolce respiro di un uomo che ama
la tua umiltà.
Vestiti di me
fragile essenza di poesia
in un cuore che ama
la tua sincerità.

Ti sento nell’aria anche senza vederti, la spezzi come se i tuoi passi facessero rumore, come se li sentissi, nudi, mangiarsi la terra mentre ti avvicini, sento il tuo respiro che mi sfiora il sorriso, non è un respiro qualunque il tuo, è quello che diventa il mio quando l’emozione me lo toglie, e sento il profumo della tua pelle che si scalda nelle carezze dei sensi. Togliersi i vestiti in un bacio è come amarsi senza parlare, è quel punto dell’anima in cui i gesti sono parole, gli sguardi sono parole, gli occhi sono parole, sono tutto ciò che riesce a chiudere la bocca dello stomaco soltanto con l’emozione...
Sei travolgente come il peccato, come quelle notti che spalancano ogni mia porta, mi attraversi con l’essenza della dolcezza, mi ubriachi di voglia leccata dalla punta delle dita, di passione che rompe gli argini riversandosi su lenzuola impregnate di stelle, vedo nei tuoi occhi il riflesso del mio viso e quel velo di perdizione che trabocca dal mio sguardo, mi sciogli il gelo dal cuore e la fatica nella schiena, riempi i miei vuoti di tenerezza, e i miei occhi con il sorriso, ti chini per baciare la mia anima e lei trema, come la prima volta, come ogni volta... 
Spingi i tuoi sensi dentro ai miei, li fai vivere e morire ogni volta che mi prendi i fianchi e gli occhi, lasci che la notte scivoli nel ventre e accarezzi piano il mio e il tuo sentire, ti respiro il sorriso quando lo appoggi sul mio, fermo le tue parole con un dito sulle labbra, per poi baciarle una ad una, amo quelle parole che uno scalino alla volta ti salgono dentro, amo quando scendono sottovoce dalla tua alla mia bocca, amo bagnarle con la lingua, sentirle quando ti alzo i fianchi per amore e vedertele negli occhi inondati di passione, amo venire con te quando mi prendi per mano, amo la luce della notte quando si fa giorno, amo il momento in cui mi calmi il respiro e quando chiudo gli occhi...
sento il tuo profumo ancora addosso...

Sentieri di pelle
bruciano d'amore
fra lingue infuocate
da un tramonto d'autunno
che germina vita.
Sei respiro delle mie poesie
in questi gemiti di gioia
che placano l'insicurezza
di un'algida parola.
Scompari nella mia lussuria
fra le spoglie carezze
di una vita che muta
aspettando certezze.
Poserò una promessa
fra i tuoi umidi occhi
quando la notte cullerà la tua gioia
amando la tua bellezza.

È ferma all'angolo,
una tra le tante
ma non uguale alle altre,
che riconosco al volo.
E la guardo da fuori,
la immagino dentro
con te seduta da sola,
che aspetti in silenzio
che il cellulare suoni.
Ti guardo uscire,
fissarmi negli occhi.
Mi inondi la mente
aspetti ed ascolti
gli irrefrenabili rintocchi
del mio cuore.
Ti voglio baciare,
stringere, possedere,
immagino di amarti,
al portellone inchiodarti,
le mani passarti
tra i capelli folti,
occhi negli occhi,
respiri interrotti.
Ma torno a pensare
a quell'auto parcheggiata,
forse è la tua, forse è un'altra,
non posso aspettare.
Mi piacerebbe aver tempo
per vederti uscire in strada
ma è ora che vada,
ché è ormai sera
e anche se è caldo
io sento freddo:
non è primavera,
non è estate,
ma un gelido inverno,
di imposte sbattute dal vento.
Mi infilo nel letto,
mi costringo a pensare
che è solo un'altra notte
in cui poterti sognare.

Sei un brivido interiore in me
Nel sentirti nel guardarti mi sento parte di te
Sei l'Emozione dei miei pensieri,
che illuminano i miei occhi nel guardare la tua luce
le tue carezze sono soffici e delicate
i tuoi baci sono miele al mio cuore
il tuo essere in me sono brividi
nel mio essere il tuo amore.
In te l'essere è danza di emozioni
in un fare di sensi ove sguardi entrano in noi.

Lascia un umida scia di baci dal mio collo
all'ombelico
E poi risali
E poi riscendi
Fino all'alba,prendi il mio sale ed il mio amore...
Voglio guardarti come un animale
Selvaggio
Irrefrenabile
Intenso
Puro
Voglio guardarti prendermi,leccarmi,mordermi
Sbattermi contro le coltri e prendermi nel buio
Alla tenue sola luce lunare
Voglio sentire i tuoi bisbigli disconnessi
Voglio sentire il tuo rauco gemito
E infine,sul collo mio,sentirti sussurrare:
"Mi appartieni donna"

Mi toglierò il pizzo lentamente di dosso
Brucerai
Lascerò che scivoli sulla pelle come se fosse la tua lingua
Cadrà a terra e sarò imponente,opulente,divina
Ancheggerò verso te
Brucerai
Ti afferrerò la mascella e ti guiderò,con forza,verso il mio corpo
Verso i lidi di gelsomino
Mi assaggerai nel buio
Mentre ,reclinato il capo,ansimerò
Brucerai
E non sarà che l'inizio...
Spogliati uomo,fammi soddisfare
Fammi toccare il tuo pulsante desiderio
Fammi gustare la tua lingua calda
Spogliati e taci
Guardami mentre ti domino
Fammi muovere su di te,camminare sul tuo piacere
Accedere ai tuoi sogni ...

Slaccia le mie fantasie
Insinuati come un ladro sulla mia pelle
Benda di baci la mia vista
Corrosione lenta nel mio animo
Devo vederti nudo prima che sia l'alba
Devo vedere la serica peluria del tuo petto
Ed il tuo respiro danzare al ritmo dei nostri giochi
Devo vederti tremare di passione
Devo vederti mio...

"Permetterò solo al mio signore di possedere il mio sacro stagno dei loti,e ogni notte potrà far fiorire in me fiori di fuoco"

Leccherò e succhierò le tue dita,amore
Una ad una
Stressandoti di lentezza
Poi le farò scivolare umide sul mio collo
Umide sul mio seno rigonfio dei tuoi baci
E poi più giù,dove siamo già uniti..
Ascolterò beata il tuo gemito
Sorridendo...
Ho voglia del mio uomo
Voglio sentire le sue mani,le sue dita,il suo turgore
Voglio essere accarezzata,spinta,incendiata dai suoi baci
Voglio sentirlo premere contro la mia schiena
Rovente e incalzante
Voglio che si chini a strizzare le mie fantasie
A leccare il mio sapore
A stringermi al suo petto
Ho voglia del mio uomo
E lui non c'è...

La sento come una musica nella mia testa
Milioni di sospiri,di affanni,di gemiti
Si sta impadronendo di me...
E sono pronta...

Mi scuote le vene il tocco della tua mano
dentro la mia coscia...
Freme la mia tenera pelle
Freme il mio labbro dalla voglia di baci succosi e lunghi
Oh,assaggia il mio sapore dolce,amore
Mordimi come un frutto maturo
Lascia che goda nel vederti impazzire...


Ancora un Tuo Movimento
e la Ragione Indietreggia
posando la bocca sul tuo Volto Affamato
mentre si risvegliano sotto gli Astri Lucenti
i Miei Istinti
per Berti come Succo di Luna
Versati in Me
nell'Incavo dal Profondo Desiderio
Nell'Oblio di Seta
eccita l'Istinto profanato dal tempo
e varca l'immenso brusio della pelle
battagliando col margine Inconscio
e la Cedevole Voglia d'esser palpito sotto il tuo Ventre
Fatti Cospargere di Me ..lontano nel Silenzio
del mio Folle Miele
mentre con unghie fatte spine
t'infliggo nel Corpo
il Nome del Piacere Assoluto
tatuato in forma feroce
che si impossessa della barriera Irragionevole
che mi ha condotta a Te..
"Ancora una Volta"
come Scheletro del Peccato
Le parole sono bolle d'aria
che si formano sotto la lingua
reggendo a malapena le curvature rosso sangue
che scalfiscono la carne
come fosse rigurgito di suono in gola
Si posano nell'incavo assetato
che incessante palpita nel discendere
le Vocali che richiamano il tuo Nome
Vorrei poterti Avere Ancora
in quei suoni stagnati sotto la pelle
e prender forma Io
di Mugolii Emulati alla Notte
e tatuarmi con Aghi ghiacciati il piacere
restato Attesa nel Desiderio della Mente
Mia Nuda Parola
Risuonami nelle orecchie coperte dai capelli 
e illudimi d'ascoltare ancora
quel respiro che s'è aperto in me
come Inferno fra le Membra

Era ancora sospesa in quello stato a mezzo fra il giorno e la notte,e le prime luci filtravano dalle persiane leggermete accostate , le lenzuola ancora raccontavano della notte, di quella notte...le si avvicinò con la grazia di un gatto, senza fare rumore, spargendo per la stanza l'odore del caffè caldo che le aveva preparato, mentre lei ancora dormiva ...le sfiorò la spalla con un bacio e le sussurrò in un orecchio : - Ci aspettano...-
- Beh... mettiamo alla prova la loro pazienza!!!- Tralasciando il caffè, il tempo che passava, gli impegni della giornata lo attirò a sè e lo baciò in un modo che non lasciava alcun dubbio su quelle che fossero le sue intenzioni in quel momento...lui non si lasciò pregare e in un attimo ricominciò il gioco...occhi negli occhi, bocca nella bocca,intrighi di corpi, mani che scorrevano lungo sentieri già esplorati eppure sempre nuovi...fiato nel fiato assecondò il suo desiderio e di due divennero uno...
- Dimmi che non andrai via dopo la conferenza...- le chiese con la voce dolce, quasi implorante, di un bambino - dimmi che dormirai ancora qui, ancora un giorno...-
Lei lo guardò teneramente , bevve il suo caffè ormai freddo,gli diede ancora un bacio per condividere quel sapore e, labbra sulle labbra, gli sussurrò sorridendo - Non me ne andrò... -
Arrivarono proprio mentre gli organizzatori stavano cercando di raggiungerlo al cellulare, la sala gremita era somersa da un continuo chiachiericcio in attesa che la conferenza avesse inizio...
- Ma che ti è successo? Sei sempre in anticipo!!! Almeno potevi avvertire!-
- Sono stato trattenuto...No, non potevo avvertire...- e le rivolse uno sguardo complice che lei ricambiò con un sorriso discreto.Si affrettarono a prendere i loro posti : lui al tavolo dei realtori, lei indossò le cuffie e il microfono per la traduzione , un ultimo incrocio di sguardi e cominciò il lavoro. Puntuale e professionale regalava ai presenti la sua relazione con la generosità dei grandi oratori : ogni parola esattamente al suo posto, precisa, icastica, il ritmo ondulante della voce pronta a riafferrare l'uditorio quando sembrava affievolire l'attenzione...forse la necessità e la volontà di rendere anche in un'altra lingua la stessa forza coinvolgente di quel parlare le fece notare tutti quei particolari, fece crescere in lei la sua ammirazione per quell'uomo che calcava la scena con la naturalezza di chi sta chiacchierando davanti a un caffè al bar.C'era passione e esperienza in quel discorso, c'era una vita spesa a lavorare per comunicare idee, teorie, sensazioni, esperienze, c'era la generosità di offrirsi senza remore ma senza tradire se stessi, c'era la consapevolezza di ciò che si afferma . Si può rimanere avvolti dalle parole? Ci si può sentire avviluppare dalle frasi come da due braccia forti, e calde, e sicure? Lei ora sapeva che la risposta era sì.Mentre ancora affievoliva il suono dell'applauso che gli avevano tributato, lui le fece cenno di raggiungerlo al tavolo dei relatori e a introdusse al pubblico, presentandola come colei che avrebbe dato forma e immagine e consistenza alle sue teorie, che avrebbe raccontato di un'esperienza realizzata a quattro mani recentemente.Il suo computer pronto con la galleria di immagini che insieme avevano scelto il giorno prima per sottolineare il suo racconto, un racconto che le aveva affidato completamente, con fiducia -Sono sicuro che li lascerai a bocca aperta - le aveva detto -Non lascerei nessun altro parlare al mio posto -
- Ma non vuoi leggere la mia relazione? Non vuoi controllare che non abbia scritto cazzate? -
Le aveva appoggiato un bacio leggero sulla guancia, da dietro le sue spalle e le aveva sussurrato - sarà perfetta, precisa,professionale ma calda e emozionante... come te... -
Si era sempre chiesta perchè i tavoli dei relatori in una conferenza fossero ricoperti di quella "tovaglia" azzurra, che cosa dovesse mai occultare quel telo messo a bella posta e quel giorno che si trovò dall'altro lato del tavolo lo scoprì: era una protezione per la paura, per quell'emozione che la faceva tremare e che passo appena lui, lì sotto, lontano dagli sguardi dei presenti le poggiò una mano sul ginocchio e lo fermò.Con quel gesto le trasmise serenità, appoggio, fiducia e le parole cominciarono a uscire come se non aspettassero altro che essere liberate dalla sua mente, e le immagini cominciarono a scorrere e i ricordi cominciarono a scaldarla.Non fu una relazione lunga, ma evidentemente avvincente perchè appena lei terminò l'applauso di aprovazione del pubblico le restituì il giudizio positivo.Fu lei allora ad afferrare la man di lui sotto al tavolo e a sorridergli finalmente rilassata.Aveva sostenuto il suo esame, era stata promossa.
Ci volle un po' per liberarsi della folla, delle persone che li fermavano con un sorriso regalando loro parole di cortesia che non potevano essere ricambiate dalla fretta, una fretta che cercavano di dissimulare e che pure esisteva e li spingeva a guadagnare l'uscita. Quando furono fuori lui la prese per mano e - Corri! Basta per oggi!Fuggiamo! -
Lei rise e assecondò il suo rapitore e in men che non si dica si ritrovarono in garage, in macchina.Si stava allacciando la cintura di sicurezza, alla quale era poco abituata ma non voleva darlo a vedere, quando nel voltarsi lui le sollevò il mento e la baciò dolcemente - E' stata la conferenza più bella che ho mai fatto - le disse - Avevo la migliore correlatrice che potessi sperare! - Esagerato!Hai avuto fior di relatori al tuo fianco, altro che una sciacquetta come me! -
-Ti sottovaluti, come sempre...-
- Mi sopravvaluti come sempre...vogliamo litigare ora qui o...ma dove andiamo?
- E' una sorpresa, ti va? -
- Certo che mi va, non sarei rimasta! E poi adoro le sorprese! -
Mise in moto la macchina e dopo poco lasciarono la città e il suo traffico, l'eco delle voci che avevano riempito la sala, le case e si immersero nel verde. Quanto verde! Dalle sue parti non c'era un verde così. L'aria era tiepida, primaverile e le accarezzava il viso .
-Allora dove andiamo?-
- In paradiso!-
-Ah sì? Così senza nemmeno morire?-
-Sì,senza nemmeno morire!- sorrise a quella affermazione
Dopo poco fermò la macchina nei pressi di una baita solitaria, immersa fra gli alberi.Sembrava lo scenario di una fiaba, una casetta nel bosco degna di un paesaggio dei frateli Grimmm. - E' bellissimo qui - esclamò lei con gioia - ho sempre sognato un posto così...-
- E io ho sempre sognato di andarci con qualcuno come te -
L'interno di quel posto di fiaba era ancora più bello di come se lo era immaginato : una unica stanza con un divano centrale posizionato davanti ad un camino in pietra, un piccola catasta di legna accanto che spandeva nell'aria profumo di resina,il pavimento in legno, il tetto di travi, un angolo cottura dotato solo dell'essenziale, al lato una scrivania ,posizionata sotto una finestra che apriva ad uno dei panorami più belli che si possa immaginare, un computer, unico elemento tecnologico di quel posto dal sapore di altri tempi. Una porta divideva quello spazio dall'altra stanza , alcova di sogni con un grande letto in ferro battuto ricoperto da una trapunta stile vecchia america, sui comodini niente luci, solo candele.
-E' qui che scriverai il tuo libro- le disse - E io penserò al resto, se vorrai...-
la situazione le sembrava irreale , ma allo stesso tempo perfetta:esattamente come l'aveva sempre immaginata, come l'aveva sempre sognata... un posto lontano dal mondo, dal traffico, dai rumori, un posto dove riconciliarsi con la propria anima e dare vita alle storie che da tempo immemore le affollavano la mente, un posto in cui rivestire i pensieri e le emozioni di parole. Si immaginava già seduta a quella postazione nel momento in cui la luce cede il passo alla tenebra , la finestra che lascia filtrare gli ultimi raggi del sole, il profumo della cena in preparazione , l'odore dei ciocchi accesi nel camino e il rumore dei tasti...E si immaginava accoccolata su quel grande divano, con il suo compagno,a condividere il frutto del suo lavoro, a confrontarsi per aggiungere e togliere e limare le parole, a perfezionare le frasi, a esitare su come andare avanti...e mentre queste immagini di inaspettata serenità le riempivano gli occhi e la mente, lui l'avvolse con un abbraccio, indovinandole - Sei felice? - le sussurrò. La sua risposta fu un lungo, tenero dolce bacio, perchè a volte i gesti contano più di fiumi di parole. Fu il più bel fine settimana che avesse mai vissuto, o forse non se ne ricordava altri pieni di tanta perfezione,di tanta tenerezza e allo stesso tempo di tanta libertà. Con la precisione di un chirurgo lui sapeva sempre quando starle vicina e quando lasciarla volare con i suoi pensieri, quando tenerla stretta in quell'immenso morbido letto in ferro battuto stile vecchia america, e quando lasciarle lo spazio di agitarsi in preda ai suoi sogni, o forse ai suoi incubi...e quando gli sembrava che l'agitazione diventasse troppo insistente le sfiorava in collo con un bacio, leggero, dietro l'orecchio e lei, senza smettere di dormire si placava all'improvviso...furono giorni cominciati all'alba con l'odore del caffè appena fatto , fatti di dormiveglia avvinghiati l'uno all'altra, di giochi fra le lenzuola e di risate, tante risate. Quanto tempo era che non rideva così? Quanto tempo era che non si sentiva la persona giusta, al posto giusto, nel momento giusto? Non lo ricordava, non le importava farlo, le importava solo il qui e ora...assaporò ogni momento, ogni suo gesto di cura riservatole : la colazione , l'accappatoio messo a riscaldare per la doccia, la spugna che le insaponava la schiena con la delicatezza riservata ai bambini, lo sguardo da dietro le spalle mentre era alla tastiera , le incursioni di un bacio, di tanto in tanto, mentre dall'angolo cucina l'odore del cibo che le stava preparando invadeva la stanza,i momenti di pausa intrecciati sul divano a guardare il fuoco scoppiettare , a vestire di parole i sogni, e perfino i silenzi mentre gli occhi di ognun scorrevano le righe del proprio libro, mentre le braccia e i corpi rimanevano intrecciati.




Trepidante attesa,
cuore in tumulto,
tutti i miei sensi che fremono
per la voglia e il desiderio di averti
tra le mi braccia...
Di avvolgerti,stringerti
e coprirti di dolci carezze,
baci sensuali
e di tutta la tenerezza
che mi ispira la tua pelle profumata...
Non vedo l'ora di essere lì con te...
TI AMO!!!
Sei tu...
...selvaggiamente mio...
il tuo corpo che si struscia su di me
le tue labbra che viaggiano sulle mie morbide curve
il tuo respiro che sfiora ogni centimetro della mia pelle
sentire il tuo sapore
assaporare il tuo profumo
ore e ore abbracciata a te
morire dentro di te
e rinascere,
vedere alba e tramonto dei tuoi occhi
consumarti di baci e rubare la tua essenza
prenderti e non lasciarti più. Perdermi e unirmi a te.

…questo è il mio tempo
il tuo lo rapisco per renderti felice,
e ti amerò come nessuna mai
per credere che un’altra te è sempre in me,
e sia una musica e non la stessa
a far suonare ancora la dolce melodia,
ed io sarò lontano, vicino …
in un mondo che sempre ci appartiene
nello spazio tempo in dimensioni temporali…
…questo tempo è mio è tuo e voglio viverlo !
ballare con te abbracciati il lento dell’amore,
consumare vita ,i momenti che ci restano furtivi
fare le mille acrobazie per incontrarci nei deserti dell’amore,
in questa dimensione nella quale tu ed io esistiamo
tocchiamo con mano la realtà guerriera ,
quella virtù che solo l’anima raccoglie e vive
la porge nelle nostre mani ,a noi amanti senza storia…
….e sia l’unica mi risorsa ,tu l’amore completi questi giorni

ti affacci su di una spiaggia a buia sera
davanti al mare vuoi fare all’amore,
e la voglia attende e non riposa il pensiero vola per farti mia
questo tempo è mio e lo ballo con te amore
la mia carne freme vuole il tuo sapore
ascolto con te il canto della capinera…
….si! questo è il mio tempo e voglio viverlo fino all’ultimo minuto
se tu sarai con me ti regalerò sorrisi?
è l’ultimo dei miei anni e in ogni stagione coglierò una rosa
la poserò sul tuo corpo nudo leccando le ferite,
e accenderò l’ultima candela per darti luce
aspetto l’alba della nuova vita
faremo all’amore sulla neve ,mentre nelle foreste cantano i lupi…
…è notte e non dormo penso a te alla nostra avventura
penso che presto ti avrò tra le mie braccia
potrò sentire presto il tuo respiro
toccare col dito le tue labbra ,baciarti poi fissandoti negli occhi
è il tuo tempo il mio ,poi il nulla
quello che ora resta è solo il nostro amore…





Era ancora sospesa in quello stato a mezzo fra il giorno e la notte,e le prime luci filtravano dalle persiane leggermete accostate , le lenzuola ancora raccontavano della notte, di quella notte...le si avvicinò con la grazia di un gatto, senza fare rumore, spargendo per la stanza l'odore del caffè caldo che le aveva preparato, mentre lei ancora dormiva ...le sfiorò la spalla con un bacio e le sussurrò in un orecchio : - Ci aspettano...-
- Beh... mettiamo alla prova la loro pazienza!!!- Tralasciando il caffè, il tempo che passava, gli impegni della giornata lo attirò a sè e lo baciò in un modo che non lasciava alcun dubbio su quelle che fossero le sue intenzioni in quel momento...lui non si lasciò pregare e in un attimo ricominciò il gioco...occhi negli occhi, bocca nella bocca,intrighi di corpi, mani che scorrevano lungo sentieri già esplorati eppure sempre nuovi...fiato nel fiato assecondò il suo desiderio e di due divennero uno...
- Dimmi che non andrai via dopo la conferenza...- le chiese con la voce dolce, quasi implorante, di un bambino - dimmi che dormirai ancora qui, ancora un giorno...-
Lei lo guardò teneramente , bevve il suo caffè ormai freddo,gli diede ancora un bacio per condividere quel sapore e, labbra sulle labbra, gli sussurrò sorridendo - Non me ne andrò... -
Arrivarono proprio mentre gli organizzatori stavano cercando di raggiungerlo al cellulare, la sala gremita era somersa da un continuo chiachiericcio in attesa che la conferenza avesse inizio...
- Ma che ti è successo? Sei sempre in anticipo!!! Almeno potevi avvertire!-
- Sono stato trattenuto...No, non potevo avvertire...- e le rivolse uno sguardo complice che lei ricambiò con un sorriso discreto.Si affrettarono a prendere i loro posti : lui al tavolo dei realtori, lei indossò le cuffie e il microfono per la traduzione , un ultimo incrocio di sguardi e cominciò il lavoro. Puntuale e professionale regalava ai presenti la sua relazione con la generosità dei grandi oratori : ogni parola esattamente al suo posto, precisa, icastica, il ritmo ondulante della voce pronta a riafferrare l'uditorio quando sembrava affievolire l'attenzione...forse la necessità e la volontà di rendere anche in un'altra lingua la stessa forza coinvolgente di quel parlare le fece notare tutti quei particolari, fece crescere in lei la sua ammirazione per quell'uomo che calcava la scena con la naturalezza di chi sta chiacchierando davanti a un caffè al bar.C'era passione e esperienza in quel discorso, c'era una vita spesa a lavorare per comunicare idee, teorie, sensazioni, esperienze, c'era la generosità di offrirsi senza remore ma senza tradire se stessi, c'era la consapevolezza di ciò che si afferma .Si può rimanere avvolti dalle parole? Ci si può sentire avviluppare dalle frasi come da due braccia forti, e calde, e sicure? Lei ora sapeva che la risposta era sì.Mentre ancora affievoliva il suono dell'applauso che gli avevano tributato, lui le fece cenno di raggiungerlo al tavolo dei relatori e a introdusse al pubblico, presentandola come colei che avrebbe dato forma e immagine e consistenza alle sue teorie, che avrebbe raccontato di un'esperienza realizzata a quattro mani recentemente.Il suo computer pronto con la galleria di immagini che insieme avevano scelto il giorno prima per sottolineare il suo racconto, un racconto che le aveva affidato completamente, con fiducia -Sono sicuro che li lascerai a bocca aperta - le aveva detto -Non lascerei nessun altro parlare al mio posto -
- Ma non vuoi leggere la mia relazione? Non vuoi controllare che non abbia scritto cazzate? -
Le aveva appoggiato un bacio leggero sulla guancia, da dietro le sue spalle e le aveva sussurrato - sarà perfetta, precisa,professionale ma calda e emozionante... come te... -
Si era sempre chiesta perchè i tavoli dei relatori in una conferenza fossero ricoperti di quella "tovaglia" azzurra, che cosa dovesse mai occultare quel telo messo a bella posta e quel giorno che si trovò dall'altro lato del tavolo lo scoprì: era una protezione per la paura, per quell'emozione che la faceva tremare e che passo appena lui, lì sotto, lontano dagli sguardi dei presenti le poggiò una mano sul ginocchio e lo fermò.Con quel gesto le trasmise serenità, appoggio, fiducia e le parole cominciarono a uscire come se non aspettassero altro che essere liberate dalla sua mente, e le immagini cominciarono a scorrere e i ricordi cominciarono a scaldarla.Non fu una relazione lunga, ma evidentemente avvincente perchè appena lei terminò l'applauso di aprovazione del pubblico le restituì il giudizio positivo.Fu lei allora ad afferrare la man di lui sotto al tavolo e a sorridergli finalmente rilassata.Aveva sostenuto il suo esame, era stata promossa.
Ci volle un po' per liberarsi della folla, delle persone che li fermavano con un sorriso regalando loro parole di cortesia che non potevano essere ricambiate dalla fretta, una fretta che cercavano di dissimulare e che pure esisteva e li spingeva a guadagnare l'uscita. Quando furono fuori lui la prese per mano e - Corri! Basta per oggi!Fuggiamo! -
Lei rise e assecondò il suo rapitore e in men che non si dica si ritrovarono in garage, in macchina.Si stava allacciando la cintura di sicurezza, alla quale era poco abituata ma non voleva darlo a vedere, quando nel voltarsi lui le sollevò il mento e la baciò dolcemente - E' stata la conferenza più bella che ho mai fatto - le disse - Avevo la migliore correlatrice che potessi sperare!
- Esagerato!Hai avuto fior di relatori al tuo fianco, altro che una sciacquetta come me! -
-Ti sottovaluti, come sempre...-
- Mi sopravvaluti come sempre...vogliamo litigare ora qui o...ma dove andiamo?
- E' una sorpresa, ti va? -
- Certo che mi va, non sarei rimasta! E poi adoro le sorprese! -
Mise in moto la macchina e dopo poco lasciarono la città e il suo traffico, l'eco delle voci che avevano riempito la sala, le case e si immersero nel verde. Quanto verde! Dalle sue parti non c'era un verde così. L'aria era tiepida, primaverile e le accarezzava il viso .
-Allora dove andiamo?-
- In paradiso!-
-Ah sì? Così senza nemmeno morire?-
-Sì,senza nemmeno morire!- sorrise a quella affermazione
Dopo poco fermò la macchina nei pressi di una baita solitaria, immersa fra gli alberi.Sembrava lo scenario di una fiaba, una casetta nel bosco degna di un paesaggio dei frateli Grimmm. - E' bellissimo qui - esclamò lei con gioia - ho sempre sognato un posto così...-
- E io ho sempre sognato di andarci con qualcuno come te -
L'interno di quel posto di fiaba era ancora più bello di come se lo era immaginato : una unica stanza con un divano centrale posizionato davanti ad un camino in pietra, un piccola catasta di legna accanto che spandeva nell'aria profumo di resina,il pavimento in legno, il tetto di travi, un angolo cottura dotato solo dell'essenziale, al lato una scrivania ,posizionata sotto una finestra che apriva ad uno dei panorami più belli che si possa immaginare, un computer, unico elemento tecnologico di quel posto dal sapore di altri tempi. Una porta divideva quello spazio dall'altra stanza , alcova di sogni con un grande letto in ferro battuto ricoperto da una trapunta stile vecchia america, sui comodini niente luci, solo candele.
-E' qui che scriverai il tuo libro- le disse - E io penserò al resto, se vorrai...-
la situazione le sembrava irreale , ma allo stesso tempo perfetta:esattamente come l'aveva sempre immaginata, come l'aveva sempre sognata... un posto lontano dal mondo, dal traffico, dai rumori, un posto dove riconciliarsi con la propria anima e dare vita alle storie che da tempo immemore le affollavano la mente, un posto in cui rivestire i pensieri e le emozioni di parole. Si immaginava già seduta a quella postazione nel momento in cui la luce cede il passo alla tenebra , la finestra che lascia filtrare gli ultimi raggi del sole, il profumo della cena in preparazione , l'odore dei ciocchi accesi nel camino e il rumore dei tasti...E si immaginava accoccolata su quel grande divano, con il suo compagno,a condividere il frutto del suo lavoro, a confrontarsi per aggiungere e togliere e limare le parole, a perfezionare le frasi, a esitare su come andare avanti...e mentre queste immagini di inaspettata serenità le riempivano gli occhi e la mente, lui l'avvolse con un abbraccio, indovinandole - Sei felice? - le sussurrò. La sua risposta fu un lungo, tenero dolce bacio, perchè a volte i gesti contano più di fiumi di parole. Fu il più bel fine settimana che avesse mai vissuto, o forse non se ne ricordava altri pieni di tanta perfezione,di tanta tenerezza e allo stesso tempo di tanta libertà. Con la precisione di un chirurgo lui sapeva sempre quando starle vicina e quando lasciarla volare con i suoi pensieri, quando tenerla stretta in quell'immenso morbido letto in ferro battuto stile vecchia america, e quando lasciarle lo spazio di agitarsi in preda ai suoi sogni, o forse ai suoi incubi...e quando gli sembrava che l'agitazione diventasse troppo insistente le sfiorava in collo con un bacio, leggero, dietro l'orecchio e lei, senza smettere di dormire si placava all'improvviso...furono giorni cominciati all'alba con l'odore del caffè appena fatto , fatti di dormiveglia avvinghiati l'uno all'altra, di giochi fra le lenzuola e di risate, tante risate. Quanto tempo era che non rideva così? Quanto tempo era che non si sentiva la persona giusta, al posto giusto, nel momento giusto? Non lo ricordava, non le importava farlo, le importava solo il qui e ora...assaporò ogni momento, ogni suo gesto di cura riservatole : la colazione , l'accappatoio messo a riscaldare per la doccia, la spugna che le insaponava la schiena con la delicatezza riservata ai bambini, lo sguardo da dietro le spalle mentre era alla tastiera , le incursioni di un bacio, di tanto in tanto, mentre dall'angolo cucina l'odore del cibo che le stava preparando invadeva la stanza,i momenti di pausa intrecciati sul divano a guardare il fuoco scoppiettare , a vestire di parole i sogni, e perfino i silenzi mentre gli occhi di ognun scorrevano le righe del proprio libro, mentre le braccia e i corpi rimanevano intrecciati.


Tu sei il mio peccato
tra le ombre di questa vita,
tra la seta di lenzuola
riposte nel segreto
di un mondo tutto nostro.
Tu sei il fuoco
sulla pelle
che brucia l’anima,
l’immaginazione
che porta alla follia,
e tutto questo
mentre si ha il cielo
chiuso nella mente.
Tu sei il delirio
di chi attende,
la gioia nell’averti,
e pazzia quando
via te ne vai.


...è da te che prendo una carezza e la stringo in un pugno. Vorrei serrarti qui,fra le dita e restituirti nella libertà schivata nel vento...prendi parte dell' aria,sali nel cielo e io sollevo gli occhi ,li poso sulle nuvole.Posandomi sul tappeto bianco di ovatta prendo parte di te che mi sollevi fin le code dell' universo..
Già...un falco a metà è la tua canzone. Azzeri le altezze di questa terra bruciata dalle ferite e dentro il tuo stomaco respiri la pioggia, i raggi del sole che prendi dall'alba e restituisci al tramonto. Diventi gabbiano e spruzzi il sale all' acqua che riempie le pupille.Sei un Amore quando taci..e cosi muti pelle e direzione. Biscia silenziosa, ma no fai male..
Con te sento e saliamo ancora su...Vedo una montagna facile da scalare,un fiume che si lascia fendere,un' aria piu dolce e un battito lieve da ingoiare. Da quassù sento...vedo solo i colori del mondo,cesellati ad opera e incastonati quasi a farsi spazio nella condivisone di un' esistenza che sa di stupore. Nulla è percepile nella sua pesantezza e circoncisione..le increspature,i rigagnoli,pietre,sassi,ortiche scompaiono quasi a testimoniare che il paradiso è davvero nell' Altrove. Le distrazioni della creazione volano via,quasi fossero li per scavare in Noi la percezione di uno scrigno insito nella carne che rispecchia la natura primigina.Sembra tutto scaturito da un Seme totipotente,perchè tutto vibra se ci lasci un' emozione. Allora mi accorgo _ non finisce qui.Il mio viaggio con te... mi disperdo e penso a quando sarai lontano e mi terrai in un' angoletto del cielo con la mia radice -il cuore che si alimenta del tuo in un gioco di strade sanguigne che si riempiono di vita.Non so come posso,ma finchè potrò ci riuscirò a scrutarti da quell ' intimo mio foglio bianco su cui scivolano i suoni che in bocca deglutisco quasi a strozzarmi il palato...
Sarò filo d 'erba a pregare il sole di restituirgli la brezza,poi prato per farti camminare a piedi scalzi...Infine,porgerò i miei fiori perchè la primavera non potranno mai fermarla!Anche se ora l' autunno ne appassisce i calici ...
Laddove schiuderò i pugni per trattenerti il braccio, staccheremo le spine e luce si farà brulicherà in un brivido a scaldarci dopo il lungo inverno.
Le stagioni sono brevi a dispetto della Tua anima che Tutto rasserena...
...Mio.

A te che sfogli il mio cuore
in questa vita ballerina
che danza fra la salsedine di un ricordo
dono il mio amore.
Conservalo
come stagione senza età
che apre le porte del vento
tra i sipari di un sentimento.
A te donna
che scorgi oltre una parola
fra quei sorrisi umidi
che custodiscono le rughe di un pianto
porgo il mio destino.
Plasmalo come creta
fra le baie di un sogno
che prende forma
nel ricamo di un abbraccio
per entrare in te.


Il mio corpo è qua
fra queste lenzuola vuote
che attendono la tua seduzione
e il profumo gentile
della tua realtà.
C'è una pagina bianca
che attende parole
nel nudo silenzio
di una sera che vive
nel ricordo dei tuoi occhi.
Non ho fretta
in questa vita senza età
che scorre sui binari
della mia saggezza.
Domani sarò ancora qua
nel sincero abbraccio
di una solitudine scalza
che ama la tua libertà.

Partiamo amor mio
verso le terre della gioventù,
fra quelle carezze di verbi
che hanno accolto un sorriso
nel timido appiglio
di un respiro di primavera.
Saremo felici e fieri
e porteremo la gioia
come polline che genera vita
tra i deserti del cuore.
Ascolteremo il rumore dei nostri passi
nel mormorar delle fronde
che custodiranno i segreti
del nostro amarci.
Saremo alba e tramonto
passione e gioia,
mentre porteremo la nostra saggezza
fra le penombre
di un canto d'autunno.


sarà come se le nostre dita
s'incrociassero,
sarà come se le tue mani
m'inanellassero i capelli
sciolti per te
perchè tu ne aspirassi il profumo.
che sa di spezie e di zagare inebrianti...
salvami da questa bramosia
che non si placa
se non in queste lenzuola di carta
che garriscono come bianche vele
all'orizzonte del sogno
dove tu mi appari,
oggi più che mai ,
un semidio

nel verde confine
di una speranza che matura
fra confini di baci.
Ascolto la tua primavera
diventando ruscello di bontà
nell'umile affresco
della mia dolcezza.Sfiorerò le tue mani
tra smeraldi di parole
appese all'albero della saggezza
mentre il destino guiderà
la gioia del nostro amarci.
Sarai l'alba di un abbraccio
nel soave mormorar
di una brezza
che sposerà il muto incanto
di uno sguardo che ama.

Sentieri di pelle
bruciano d'amore
fra lingue infuocate
da un tramonto d'autunno
che germina vita. 
Sei respiro delle mie poesie
in questi gemiti di gioia
che placano l'insicurezza
di un'algida parola.
Scompari nella mia lussuria
fra le spoglie carezze
di una vita che muta
aspettando certezze.
Poserò una promessa
fra i tuoi umidi occhi
quando la notte cullerà la tua gioia
amando la tua bellezza.


in questo sentiero che unisce
i sogni del domani
alle poesie dell' estate.
Condurrò i tuoi baci
alle fermate della dolcezza
danzando come polline
tra le colline della tua bellezza.
Non rubare il silenzio
da questo sguardo che osserva
la tua gioventù
fra crisalidi di vento.
Sarò il suono dei tuoi passi
nell'umile canto
di un tramonto che ruba
un'attesa alla paura.
Colmati di gioia
e non avrai rimpianti
quando il velo della saggezza
calmerà la tua follia.
05:05
Scritto da: donnapassional
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: eros | OKNOtizie |
Facebook
02/12/2009
i miei video...streghe
05:55
Scritto da: donnapassional
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: per te | OKNOtizie |
Facebook
29/11/2009
rabbia e tristezza
le donne....
Che bello, che emozione, che brivido, che...noia. Poco da fare, siamo noi le prime ad essere scocciate da questa banalità annuale, e dobbiamo pure scriverne. Bene, cogliamo le occasioni, volgiamo a nostro favore le circostanze negative, cosa a cui siamo ben abituate. “Siamo così, dolcemente complicate...” Rompicoglioni, ha tradotto Lella Costa, una che di donne, e anche di donne fastidiose, un po’ ne sa. Dunque, sparliamo di noi stesse, per una volta: anche perché quando lo fanno gli uomini, ovviamente ci offendiamo. Ma cosa possiamo dire di noi che non sia stato detto? Quale lato, aspetto, punto di vista non è stato approfondito? Oppure, quale è il tratto di noi stesse che ci piace meno, che vorremmo cambiare o, almeno in parte, rubare agli uomini? Il senso di colpa, forse è questa la caratteristica che più ci accomuna, che ci limita e ci svaluta, che impedisce di godere momento per momento e che invece amplifica il dolore. Sapere se nasce prima il masochismo femminile o il senso di colpa è forse un po’ la storia dell’uovo e della gallina: ma necessita certamente di un migliore approfondimento; non per farci ulteriormente del male, ma per riuscire a sfuggire ad almeno qualcuno di quei tremendi doveri che ci sentiamo appiccicati addosso dalla nascita. Intanto, gli uomini, che sono il nostro principale argomento di conversazione, tutti questi impegni non li sentono. E neanche siamo al centro dei loro pensieri, almeno non dopo esserci state a letto due o tre volte. Dopo, o si affezionano, e quindi ci archiviano come persona a cui si vuol bene e quindi è lì, inutile fare tante storie, oppure si stufano, e ci archiviano e basta. E mentre noi passiamo giornate a guardare il telefono come fosse il vascello fantasma o l’ultima scialuppa del naufrago, loro si guardano in pace la tivù o stanno allegramente uscendo con gli amici, e se non rimorchiano non si lamentano più di tanto (se poi passa troppo tempo e non battono chiodo possono sempre fingere di aver avuto un periodo di riflessione, e ripresentarsi). Quando la storia è di lungo corso capita, a volte, di accorgersi di essersi messe in casa un mentecatto: ma non lo ammetteremo mai. E sotto lo sguardo scettico delle amiche ci affanniamo a spiegare che se è capace di stare ore grattandosi mollemente è perché lui si rilassa così, e se i libri lasciati “per caso” sul suo comodino sono frequentati solo dalle tarme è perché non avete azzeccato il suo genere preferito. Poi magari sarà uno di poche parole (in effetti emette un paio di banalità a serata, sempre che si riesca ad interagire), ma certamente ha un suo mondo interiore capace di sedurci; purtroppo è così interiore che sembra perso tra lo stomaco e gli stinchi. Ci vantiamo della sua fedeltà fingendo di ignorare che solo una (masochista) pazza potrebbe intrecciare una relazione clandestina con una persona dal fisico imbarazzante, il glamour di un ferro da stiro e la vitalità di un procione in letargo.Ma prima o poi, dopo accurate sedute di analisi, capiremo che potremmo pretendere un qualcosa di più. Forse… E ci toccherà il tipo opposto, l’eterno seduttore che non smette mai di essere in pista, in tiro, sempre brillante e con la battuta pronta. Affidabilità zero, fedeltà discutibile, ma divertimento assicurato, quando decide di dedicarci un paio d’ore. E fra un happy hour e una cena romantica, lunghi giorni per giustificare (soprattutto a noi stesse) le assenze, i silenzi, le sparizioni improvvise. Quando le storie in qualche modo si assestano, se arrivano dei figli il nostro masochismo non migliora. Intanto insistiamo per volerne mentre il nostro compagno, che pure sa perfettamente che in questa recita sarà il comprimario, e non il protagonista, nicchia e cita sempre le circostanze. Quindi: ora no, vediamo il prossimo anno, forse dovrò andare via per lavoro, non mi sento pronto (e chi mai lo è davvero?) Circostanze che saremmo noi a dover invocare, visto che il lavoro, il tempo libero, la qualità della vita in generale si trasformeranno per noi in maniera drastica, in misura molto maggiore che per chiunque altro e per molti anni a venire. Invece, appare mediamente come una concessione la fatidica dichiarazione “facciamo un bambino” pronunciata da lui mentre noi lo stiamo sommessamente chiedendo da anni. E non ce lo facciamo di certo ripetere... Una volta venuto al mondo l’oggetto di tanto parlare, maschio o femmina che sia ci darà modo di dimostrare il nostro desiderio di punirci a tutto tondo. Ore di attesa con il naso schiacciato contro il vetro della piscina, dentro un’affollata scuola di danza o a ghiacciare su di un campetto di periferia. Azzeramento dei rapporti con le amiche che non siano mamme, onde poter disquisire a lungo su progressi, difetti e pregi del pargoletto, in una sorta di gara che, finalmente, ci ricorda qualcosa di maschile: la gara a chi la fa più lontano. Al cinema solo per vedere i cartoni, a teatro solo per le recite di Natale. Onore al merito a quelle che decidono di farsi un amante per sentirsi meglio. Ma questo è un segnale di autostima che siamo pronte a censurare all’unanimità... Perché rigorose, quello non ci scordiamo mai di esserlo, con noi e con le altre; perdonarci gli errori e le debolezze non è cosa. Indulgenti con gli uomini, spesso deboli con i figli, colpevoli perennemente con i genitori. E sul lavoro? Riusciamo, almeno professionalmente, a sfuggire il luogo comune ed essere finalmente un po’ cattive, egoiste, maschili insomma? Ebbene sì, assolviamoci, sul lavoro abbiamo capito che ad essere troppo fragili e auto - accusatorie entriamo in un vortice che potrebbe spazzarci via; di certo molte di noi non usano l’autorevolezza e l’assertività necessarie per essere davvero apprezzate, e molte meriterebbero ben altre carriere e ben altri percorsi, ma su questo per fortuna lavoriamo, se riteniamo ne valga la pena. E allora, se riusciamo sul lavoro a non farci del male, o a non farcene troppo, cerchiamo di liberare anche gli affetti dall’insostenibile ragnatela dei doveri e delle colpe. Smettiamo di dare la precedenza alle incombenze mortalmente noiose e che nessuno vuol fare per poi ritrovarci senza tempo e senza spirito per quelle divertenti. Smettiamo di considerare gli uomini un male necessario, diamo loro lo spazio che di volta in volta si meritano, senza anteporli a tutto il resto della nostra vita. E fra un uomo affidabile ma noioso e uno divertente ma impossibile, prendiamoci il tempo che occorre per scegliere, se scegliere vogliamo, e senza doverglielo necessariamente dire: impariamo un po’ da loro a sfuggire ai doveri, alle responsabilità e ai confronti. Sono abilissimi in questo, ne hanno fatto ormai un’arte: evidentemente perfettibile, se qualcuna ogni tanto si arrabbia, andando un po’ oltre. In questo otto marzo, il nostro pensiero non può che andare all’ignota vendicatrice di tutte noi, quella che, con un ardito colpo di mano, (è proprio il caso di dirlo), ha evirato l’amante reo di non aver mantenuto i patti, di aver giocato con lei, insomma. Nel nostro immaginario prenderà il posto dell’ormai remota Lorena Bobbit: noi con le mani non sbucciamo solo le cipolle, qualcuno lo dovrà dire a Zucchero.



Puo' controllare guai, puo' portare carichi pesanti.
Mantiene gioia, amore e opinioni.
Sorride quando ha voglia di gridare, canta quando ha voglia di piangere, piange quando e' contenta e ride quando e' spaventata.
Il suo amore e' incontrollabile.
L'unica cosa di sbagliato in lei e' che a volte dimentica quanto vale...
Ci sono donne che camminano controvento da una vita,
ci sono donne che hanno occhi profondi come oceani,
ci sono donne che cambiano pelle per amore,
ci sono donne che donano il loro cuore
per poi ritrovarsi a raccattarne i cocci da sole,
ci sono donne che in silenzio fanno ballare
la propria anima su una spiaggia al tramonto,
ci sono donne che chiudono gli occhi ascoltando
una musica lenta che rendendo più salate le loro lacrime,
ci sono donne che con orgoglio ma con il nodo
in gola rinunciano alla felicità,
ci sono donne che con i loro occhi fotografano
quegli splendidi ma così fugaci attimi in cui
si sentono abbracciate dall'amore sperando
di mantenerli vivi e colorati per sempre,
ci sono donne che hanno fatto
un nodo per ogni loro lacrima
sperando che arrivi qualcuno a scioglierli.
Se ti fermi un istante le puoi sorprendere mentre
lottano contro il proprio istinto mentre fanno
passeggiare il proprio dolore a piedi nudi
affrontando onde che ad ogni mareggiata
sono sempre più minacciose.
Non fermare il cuore di una donna, niente vale di più...
non far piangere una donna,
ogni lacrima è un po'di lei stessa che se ne va.

sono senza nome, la storia di ognuno appartiene solo all'altro
e tu hai la stanza, il letto e le finestre...
Un giorno la porta si apre sulla camera degli amanti.
La stanza è diventata un denso giardino,
pieno di colori, odori, suoni che non hai mai conosciuto...
Quando le pose la bocca sulla spalla
lei non sa decidere se la sua spalla
ha dato….. o ricevuto il bacio.
Lui le passa le dita lungo i fianchi
e sente che sono i suoi fianchi a essere accarezzati.
Tu sei in piedi accanto al letto, in lacrime dalla felicità.
Mentre ti spogli stai cantando, e la tua voce è magnifica.
Sali sul letto e sei di nuovo carne...
Crei un abbraccio e ci caschi dentro.
C'è un solo momento di dolore o dubbio
ma una bocca bacia quel momento e una mano lo consola.


lacrime di passione,lacrime d'emozione
tutta la mia vita in una lacrima per te....
lacrime condivise per un sentimento senza confini
lascime che dissetano la nostra voglia di gioia,la nostra voglia di tenerezza
non lacrime amare,non lacrime sole...
lacrime di un ricordo che riempie le nostre giornate
lacrime di un futuro che già vive nelle nostre parole
nei nostri gesti, nei nostri cuori...
Lacrime per te tesoro mio e per questo nostro immenso Amore...




Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.

Quando ti senti sola
Piccola e più indifesa
Con i pensieri in gola il cuore che ti pesa
Tu sfogati e dimmi tutto vuota le tue soffitte
Tirami giù dal letto anche se è mezzanotte
Quando ti senti sola mi sento solo anch’io
Lascia il tuo nido e vola piccolo amore mio

aggrovigliati nel cuore.Quelle come me se ci parli hanno le parole incerte,
la voce che trema di una vibrazione che se fosse fiume in piena
ti travolgerebbe.Quelle come me sorridono e arrossiscono se le chiami
e dici il loro nome.Quelle come me si arrabbiano, urlano,non si convincono
quando le sfiori con il fiore dell'ingiustizia.Quelle come me hanno le mani
che vogliono comunicare cio' che si agita tra i pensieri e l'anima.. e creano, costruiscono,dipingono e cominicano in un linguaggio spesso non comprensibile
nemmeno a loro.Quelle come me stanno in silenzio ma pensano sempre
i discorsi più impensati le immagini della vita..innarrestabilmente.
Quelle come me se ti fai spazio tra la fiducia e il cuore ti donano..tutto l'amore.






le parole non bastano a scaldare.
Scrivo che ti amo ed è così.
Notti lunghissime o troppo brevi
il sonno non mi prende e mi perdo
nel pensiero del pensarti e stringerti.
Notti di sussurri senza canzoni e poesia
sole sorgi lento fra le mie gambe…
Aspetteremo l’alba toccandoci i capelli...
23:53
Scritto da: donnapassional
| Link permanente | Commenti (1)
|
Segnala
| Tag: rabbia e tristezza | OKNOtizie |
Facebook
























































































































